Dalla crescita del mercato ‘green’ alle nuove frontiere biotecnologiche, dietro questa evoluzione si cela una complessità che merita un’attenta analisi. Termini come naturale, biologico, green, clean beauty o sostenibile vengono spesso utilizzati in modo univoco, generando confusione e rendendo difficile per il consumatore orientarsi in maniera consapevole. AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) fa il punto su opportunità, rischi e prospettive degli estratti vegetali in cosmetologia.
Negli ultimi anni, il concetto di ‘naturale’ ha conquistato un ruolo centrale nel settore dermocosmetico, orientando le scelte di acquisto di un numero sempre crescente di consumatori. Secondo i dati più recenti, i cosmetici a connotazione naturale rappresentano circa il 25% del mercato, con un trend in costante crescita che riflette una sensibilità sempre più diffusa verso ingredienti percepiti come più sicuri e sostenibili.
Ad oggi, infatti, non esiste una normativa europea che disciplini in maniera chiara ed univoca il cosmetico naturale e/o biologico. Le linee guida internazionali, come le ISO 16128, rappresentano un primo tentativo di armonizzazione, ma non risultano ancora sufficienti a colmare completamente il vuoto regolatorio.
Un altro aspetto cruciale riguarda la sicurezza. La percezione diffusa che ciò che è naturale sia anche innocuo non sempre trova riscontro nella realtà scientifica. Numerosi estratti vegetali, infatti, possono causare reazioni effetti secondari sulla cute, anche significativi.
Accanto a queste criticità, il settore sta vivendo una fase di grande innovazione, grazie all’integrazione tra tradizione erboristica e tecnologie avanzate. Le nuove tecniche biotecnologiche, come le colture cellulari controllate e l’estrazione supercritica, stanno rivoluzionando il modo in cui gli ingredienti di origine naturale vengono prodotti e utilizzati.
L’innovazione, quindi, non può prescindere da un approccio scientifico rigoroso e da una comunicazione corretta. La crescita del settore richiede un equilibrio tra ricerca, regolamentazione e divulgazione, affinché il consumatore possa compiere scelte realmente consapevoli.
| AIDECO Alessandra Vasselli |
“Alcune sostanze di origine naturale possono provocare dermatiti da contatto, sia irritative che allergiche, soprattutto in soggetti predisposti”, evidenzia Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del Consiglio Direttivo AIDECO. “Inoltre, esistono reazioni fototossiche legate all’interazione con la luce solare, che rendono il quadro clinico ancora più complesso e non sempre di facile diagnosi”.
“In assenza di una normativa condivisa, il consumatore si affida principalmente alle certificazioni rilasciate da enti privati sebbene accreditati”, spiega Claudia Riccardi, biologa e membro del Consiglio Direttivo AIDECO. “Si tratta di strumenti utili, ma non esaustivi: naturale non significa automaticamente sostenibile, né tantomeno garantisce una superiorità intrinseca del prodotto”.
“Gli estratti vegetali rappresentano una delle frontiere più promettenti della cosmetica moderna”, afferma Benedetta Basso, cosmetologa e Segretario Generale AIDECO. “Le tecnologie più avanzate permettono di ottenere ingredienti altamente performanti, con una maggiore stabilità ed efficacia. Tuttavia, restano delle sfide importanti, come la conservazione degli attivi e la loro integrazione nelle formulazioni”.
In questo scenario, il ruolo della comunità scientifica e delle associazioni di settore diventa fondamentale per promuovere una cultura della dermocosmesi basata su evidenze, trasparenza e responsabilità.
Perché se è vero che il naturale affascina, è altrettanto vero che solo la conoscenza permette di comprenderlo davvero e di utilizzarlo nel modo più sicuro ed efficace.
Per ulteriori informazioni: https://www.aideco.org/
(Cortesy of AIDECO - Press Office)